Test enigmatici

Potassio Bicromato e Orotiosolfato sono le uniche due sostanze alle quali sono risultata allergica dal patch test per le orticarie. Nichel no. Ma che vuol dire??? Io non ci capisco più niente…
Domani l’allergologa dovrebbe rischiararmi le idee…

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Ma vuoi vedere che torno quella di prima?

Come dicevo, la gravidanza mi ha lasciato ben 10 chili in più che proprio non riesco (o non riuscivo) a buttare giù. Poi è arrivata la notiziona: probabilmente quegli sfoghi sulla pelle che ho da più di due anni sono dovuti ad un’allergia sistemica al nichel. Nonostante io non abbia fatto ancora i test, ho cercato di togliere gli alimenti con più nichel (basandomi su liste un po’ confuse e spesso sommarie e contraddittorie trovate in Rete) e ho cominciato a stare meglio e a sgonfiarmi.
Ho riscoperto la piadina, che (essendo vegetariana…) sono riuscita a trovare senza strutto, quindi 100% vegetale, nel mio supermercato, e la marmellata senza pectina (pare che la pectina contenga nichel), sempre nel mio magico supermercato. Sono passata da 1 a 3 uova alla settimana (se no come compenso le proteine dei legumi? Non ho ancora ben capito quali sono consentiti..) e mangio parecchio riso in tutte le forme: gallette, crackers, pasta, riso tradizionale, basmati, e con la farina faccio spesso torte e biscotti.
Anche la farina 00 pare vada bene, purché non accompagnata dal lievito di birra, per cui niente pane, focaccie ecc. Ma… Forse per tolleranza personale, ho scoperto che la pizza al trancio, quella alta alta fatta solo con farina 00, acqua, lievito e sale non mi provoca nessun fastidio. Sarà forse bravo il pizzaiolo dal quale mi sewrvo ma non mi risulta pesante, non mi sento gonfia e non ho nemmeno la sensazione di sete che di solito si ha dopo una pizza. E non l’avrei mai detto perché, nella mia ignoranza pensavo che più la pizza è alta e più lievito e farina ci saranno. Non credo sia così, se no non mi sentirei bene dopo averla mangiata, cosa che invece mi accade con le pizze tradizionali, quelle tonde e più sottili per intenderci. Mah? Mistero.
Lunedì, se tutto va bene, farò i test e finalmente saprò. A questo punto non vedo l’ora di togliermi questo dubbio e mettermi sotto con una dieta adeguata. Perché fa presto l’allergologa a dire che i miei chili in più non c’entrano con l’allergia, fatto sta che appena ho cominciato a eliminare gli alimenti con più nichel ho cominciato a sgonfiarmi di brutto! In 2 settimane credo di aver già perso quasi una taglia (dovuta alla pancia gonfia!). Di questo passo… Vuoi vedere che torno quella di prima? Avevo perso le speranze ma adesso sento di poter sperare di nuovo.

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Chi ha il pane non ha i denti

No non voglio parlare ancora dei miei problemi alimentari, anche se la scimmia da pane è in atto. L’antico detto si sposa però benissimo con uno dei dilemmi della mia vita: Possibile che sia così difficile avere una famiglia o per lo meno l’amore, e riuscire a crearsi una posizione lavorativa? Ormai non aggiungo nemmeno più “appagante”, dati i tempi è già una fortuna trovare un lavoro!
Fra le mie amiche e i miei amici sono moltissimi quelli che hanno un buon lavoro e sono addirittura appagati da esso ma hanno una vita sentimentale disastrosa. E, a parte me, non conosco quasi nessuno che abbia messo su famiglia (per lo meno fra gli amici di vecchia data), il che mi pare molto preoccupante… Credo fotografi la tristezza della nostra società, che ti costringe praticamente a scegliere una delle due “opzioni” di vita. So che non ho scoperto nulla di nuovo ma lo trovo così ingiusto che non posso fare a meno di pensarci ciclicamente…

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Incubo

Sto dimagrendo. E ci credo! Allergia al nichel = puoi mangiare solo l’aria!
Ma come si fa? Il nichel è dappertutto! E sul Web si trovano elenchi di cibi a volte contrastanti…
La maggior parte dei cibi è sempre la stessa ma, visto l’elenco infinito, anche un solo alimento in più o in meno fa la differenza!
A questo punto spero solo che l’allergologa, una volta provata l’allergia, mi dia un elenco ufficiale e dettagliato, se no qua altro che dieta!
Avanti così perderò ben più dei 10 chili rimasti dalla gravidanza.
Ieri per esempio sono andata nel tempio dei ladri: il NaturaSì. Si approfittano delle sfighe altrui, di quei tristi personaggi pieni di allergie e intolleranze, come me, che si aggirano disperati e confusi per gli scaffali nella speranza di trovare qualcosa che possono mangiare e quando la trovano… Costa un’esagerazione!
Tanto per fare un esempio, volevo comprare una pasta di riso che non fosse della Scotti, dato che la Scotti fa schifo ed è pure una marca che si macchia di alcuni comportamenti discutibili riguardanti l’eliminazione dei materiali di scarto. Bene, l’ho trovata ma… Una confezione da 500 g mi è costata più di 3 euro! Senza contare che avevo bisogno di un’insalata, ho guardato quelle in busta e costavano altrettanto! Ovviamente l’ho lasciata lì!
Ma daaai, possibile che chi ha delle particolari esigenze alimentari debba spendere un capitale per fare una misera spesa? Così alla tristezza del menù (del quale quasi tutti farebbero volentieri a meno) si deve aggiungere anche la beffa del salasso economico.
L’unica è cucinarsi le cose da se’ ma non è sempre così facile…
Io per esempio ieri, davanti a un intero scaffale di gallette riso, non ne ho trovata una che non fosse fatta con il riso integrale! Chi è allergico al nichel purtroppo non può mangiare nulla di integrale (da quel che ho letto sul Web). Ma non ho la minima idea di come si possano fare le gallette di riso in casa… Cercherò il modo.
Intanto qualche buon samaritano si è già prodigato in ricette nichel free. Ecco due blog utli:

http://nichelfreelife.blogspot.com/

http://nichel-free.blogspot.com/

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Una dea che ha bisogno dell’amplifon

Dovevamo andare in Toscana a Dicembre, sfruttando il cofanetto Emozioni che ci era stato regalato per il nostro matrimonio, ma… Manco a dirlo si sono scatenati diluvi universali in tutta Italia e malattie “inguaribili” a tutta la famiglia che sono valse la disdetta della prenotazione. In seguito è venuto di tutto: malanni di ogni tipo, le Feste di Natale, nevicate e freddo epocali che hanno paralizzato mezza Italia.
Adesso, finalmente, riusciremo a prenotare almeno in occasione del nostro primo anniversario di matrimonio (26 Marzo)? Dato che, tra l’altro, il buono del cofanetto scade inesorabilmente il 31 Marzo? :-O
Pleaseeeee! Dea Fortuna, non ti sto chiedendo di vincere 1 milione di euro al Superenalotto, ti sto chiedendo di dare una frenata alle sfighe per farci fare questo cacchio di week end che, tra l’altro, meritiamo, almeno come premio di consolazione per le 5 influenze pesantissime che ci hanno già afflitti (e ti faccio presente che l’Inverno non è ancora finito)!

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Nooooooo :-O

Visita allergologica. Nessun test. Troppi sfoghi cutanei per avviare i prick e patch test. Devo fare prima una settimana di cura con antistaminico e litrate d’acqua. Ma la dottoressa sospetta già due allergie toste: betulla e… NICKEL! Nooooooo!
Fai una ricerca su internet e leggi quante decine di alimenti contengono il nickel!
Per fortuna pare che vadano evitati ma non categoricamente vietati, che vuol dire limitarli molto ma non escluderli.
Tanto per farti capire ti dico quelli che mi scocciano di più:
pomodoro, cipolla, funghi, cioccolato, mais (e qui sarebbe spiegato perché mi dà prurito da anni), lenticchie, pane all’olio, focaccia, pane integrale, pera, prugna, spinaci, asparagi. E ho scritto solo quelli che mi dispiacerà di più evitare ma ce ne sono un sacco di altri!
Che disastro…
La certezza l’avrò solo dopo i test ma… Mi sa che c’ha azzeccato…

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La differenza

Visita specialistica in ospedale con il servizio sanitario nazionale: 15 Maggio 2012, cioé fra 3 mesi e 5 giorni.
Stessa identica visita a pagamento presso una struttura privata: 13 Febbraio 2012, cioé fra 4 giorni.

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Inverno

Adoro l’inverno. Il freddo è il mio habitat naturale, la neve una gioia e un’esplosione di poesia, ma… Da quando è nato mio figlio (adesso ha 32 mesi) è diventato anche un periodo infernale.
Con il freddo si è obbligati a stare molto in casa, da quando poi lui va all’asilo non fa che ammalarsi, di conseguenza ci annoiamo entrambi. Le visite degli amici da rarissime si fanno nulle e mio figlio che continua a chiedermi se viene a trovarci Tizio o Caio, che ovviamente non verranno, mi stringe il cuore.
Non propormi di “regalargli” un fratellino o una sorellina perché per ragioni serie, soprattutto di salute, molto personali, purtroppo proprio non posso.
E allora devo inventarmi delle attività nuove da fare con lui TUTTI I GIORNI. Da uscire pazza, verosimilmente.
Lo coinvolgo tutte le volte che faccio le torte, abbiamo cominciato con collage, disegni e immagini da colorare, gli leggo decine di fumetti e favole al giorno, giochiamo con puzzle e memory, facciamo tante cose, ma sinceramente sono a corto di idee e mi sento in difficoltà.
So che quello che gli farebbe meglio sarebbe stare più spesso in compagnia di persone che non siano genitori e maestre ma non posso mica obbligare la gente a venirci a trovare o a invitarci.
Oggi, guardando con lui una puntata del cartone animato Caillou, dove questo bimbo prendeva il pulmino della scuola, per disperazione sono arrivata a promettergli che (nonostante siamo a Febbraio!), domani gli farò prendere l’autobus per la prima volta. Naturalmente ho provocato in lui un’esplosione di entusiasmo e già più volte, durante il giorno, mi ha ricordato che domani dobbiamo prendere “il pulmino”.
Probabilmente mi pentirò di questa promessa ma non so davvero più cosa inventarmi per non farlo annoiare troppo e non fargli fare sempre le stesse cose…

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Torta di miglio al cioccolato

Non pigliamoci per il culo, il grano è imbattibile. Qualsiasi impasto nato con la farina tradizionale risulta difficile e spesso deludente con altre.
Quando però non si ha scelta, a causa per es. di intolleranze o allergie, conviene fare del nostro meglio per rendere il più gradevole possibile i prodotti finali con le farine alternative.
In questi giorni ho sperimentato diverse torte con la farina di riso e con quella di miglio, e devo dire che entrambe hanno il loro fascino.
Ecco la ricetta della torta che ho fatto oggi mentre il mio bimbo di 2 anni e mezzo faceva finta di aiutarmi per fregare lo zucchero:

TORTA DI MIGLIO AL CIOCCOLATO

Ingredienti:
1/2 bicchiere di olio extravergine di oliva
1 bicchiere e 1/2 di zucchero di canna
1 uovo
1/2 confezione di ricotta
2 bicchieri di farina di miglio
1/2 scatola di cacao amaro
1 bustina di lievito
latte q.b.

Procedimento:
Versa in una ciotola l’uovo e lo zucchero (se non piace troppo dolce va bene anche 1 bicchiere e 1/3) e sbattili insieme fino ad ottenere una crema. Aggiungi l’olio e la ricotta e mescola ancora. Versa poi la farina e il cacao e amalgama il tutto. Il composto dovrebbe risultare abbastanza compatto. Stempera il lievito nel latte ed eventualmente aggiungine un po’ fino ad ottenere un composto né troppo duro né troppo cremoso. Non deve però essere liquido!
Ungere la tortiera con un po’ d’olio e mettere in forno preriscaldato a 190°-200°, possibilmente con il programma ventilato, per 15-20 minuti (controlla l’aspetto della torta per evitare di tirarla fuori troppo presto o troppo tardi).
Se provi a farla dimmi poi come ti è venuta e se ti è piaciuta!

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Ma quante cacchio di allergie ho???

Da quando ho partorito ho finito di vivere in tanti sensi e per diversi motivi, uno di questi è il prurito dovuto a ogni tipo di dermatite, eritema & Co.
Le mie disperate visite dermatologiche non hanno risolto nulla, anzi non hanno nemmeno individuato il problema (come capisco l’odissea di Nanni Moretti in Caro Diario!). Non ho mai visto un medico arrampicarsi sui vetri come la dermatologa dalla quale sono andata, che tra l’altro mi ha fatto spendere un sacco di soldi in esami del sangue e creme totalmente inutili.
Qualche settimana fa sono andata dal mio medico di base per una forte influenza e già che c’ero gli ho fatto vedere i miei sfoghi cutanei. Mi ha diagnosticato una probabile intolleranza/allergia al frumento e mi ha consigliato di non mangiarlo più almeno per un mese e, se possibile, di non mangiare nemmeno i legumi. Pare che le sensibilizzazioni a queste due famiglie di alimenti siano le più diffuse e allo stesso tempo le più ignorate sia da chi ne soffre che dai medici. E mi ha prescritto un banalissimo Polaramin. Devo ammettere che già dal primo giorno di esclusione del frumento e dell’applicazione della crema mi sono sentita meglio. Tra l’altro tutto ciò non mi stupisce dato che, già alcuni anni fa, mi erano state segnalate diverse intolleranze alimentari, fra le quali quella al glutine, a seguito di uno di quei test non riconosciuti dalla medicina ufficiale.
In teoria queste intolleranze dovevano essere passeggere, ma suppongo che, con il passare del tempo e con l’avvento di eventi traumatici quali, per es., operazioni chirurgiche, gravidanza e parto… Possano ripresentarsi. Questa volta però, se di intolleranze si tratta, si sono ripresentate più invasive, con sfoghi cutanei pruriginosi praticamente permanenti.
Essendo vegetariana non ho ancora avuto il coraggio di eliminare i legumi :-( Ma effettivamente, anche se il prurito e la quantità dei puntini sono notevolmente migliorati, non sono ancora scomparsi, anzi, ne spuntano di nuovi.
Già da prima della gravidanza evito il mais e i suoi derivati sempre a causa del prurito. In questo caso ho individuato da tempo la causa e me ne sono fatta una ragione (anche se dover rinunciare a una bella polenta è veramente crudele!). E un’altra allergia accertata è quella alle graminacee, che solitamente ne porta con se’ mille altre.
Devo assolutamente fare dei controlli seri… Ma dove? Mi hanno detto che in ospedale diagnosticano solo le allergie gravi come quella al glutine e ai latticini. Per intenderci quelle che hanno sintomi ben più gravi degli sfoghi cutanei e che al contrario di gonfiare fanno perdere peso. E quindi io dove vado? Ancora a fare test non riconosciuti, che costano un sacco di soldi e non si sa bene quanto siano affidabili? Non so… Ma sono anche stufa a) di non riuscire a perdere il peso preso con la gravidanza, b) di grattarmi 24h su 24 come il più pulcioso dei cani randagi! :-O Certo è che quella dermatologa farebbe un favore alla società cambiando totalmente mestiere.

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