Dicembre 29, 2005
31 Dicembre 2005: Capodanno con le Imperfezioniste


Un mondo tutto al femminile che ribalta la concezione e l’ossessiva ricerca della perfezione nella società, nell’arte, nella vita di tutti i giorni.
Ironicamente si beffano della perfezione evidenziando invece la bellezza e talvolta la genialità dell’imperfezione.
Gli show delle Imperfezioniste sono una miscela di clownerie e burlesque, a tratti retrò, irresistibili, divertenti, sexy e originali.
Preparatevi ad entrare nel 2006 con la freschezza e la speciale allegria delle Imperfezioniste.
I brani che accompagneranno le Imperfezioniste sono di Okapi ed Elsa Dorella. Alcuni brani sono appositamente scelti dalle Imperfezioniste.
Durante la serata selezione musicale a cura di I.M.R, dj IVORY featuring AGGA: atmosfere analogiche glitch pop, elettroniche, new sounds, dark, indie rock…
SPERIMENTAZIONI ENOGASTRONOMICHE a cura del QUISIBEVE: vini, formaggi, salumi, dolci, frutta e sorprese.
max posti: 60
costo: euro 70
dalle 01:00 ingresso libero
per info e prenotazioni: 347 2512143 - 338 8203698
QUIsIBEVE (borgo cocconi, 3)
@ VERONIKA MUSIC CLUB
p.zza Bruno Mora, 7/a
Ex Salamini
Parma
www.veronika-club.it 

Ecco il brano di oggi tratto da Quando Teresa si Arrabbiò con Dio di Alejandro Jodorowsky:
“… “Chiunque abbia un mestiere conosciuto, calzolaio, panettiere, minatore, carpentiere, pittore, orologiaio, medico, ingegnere, eccetera, è una preda dello stato, che lo sfrutta fino a succhiargli il midollo. Fare un mestiere normale significa perdere la libertà. Bisogna fare mestieri sconosciuti, che non abbiano a che vedere con la vita materiale, ma che producano stati di coscienza. Dobbiamo creare nuovi bisogni ai ricchi. Per fare questo non ci serve altra materia prima che la fantasia.”…”
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copyright Elsa Dorella
Dicembre 28, 2005
Nevica.
Il mio corpo è protetto da una calda casa.
Ma il mio cervello e il mio cuore muoiono assiderati.

Ecco il brano di oggi tratto da Quando Teresa si Arrabbiò con Dio di Alejandro Jodorowsky:
“Noi non siamo di quegli anarchici che si ribellano contro Dio, la Scienza e lo stato. Nulla di tutto questo. Siffatta lotta procura al povero solo un diluvio di legnate e pallottole… Lo stato, e attraverso di esso il capitale, qualunque forma assuma, ha già vinto la battaglia per due o tre secoli. Nulla potrà cambiare il corso dell’Era Industriale. I vermi hanno cominciato a mangiarsi il formaggio e nessuno potrà fermarli. La produzione non cesserà fino alla completa rovina del pianeta. Pochi sopravviveranno. In un futuro prossimo i poveri avranno forse vesti migliori, case e cibo, ma saranno sempre poveri, vale a dire sempre più indebitati col potere, e se anche avranno smesso di pagare col sangue e coi polmoni, daranno comunque in cambio il loro riso e anche la loro intelligenza. Il povero diventerà un idiota benestante e serio.”
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copyright Elsa Dorella
Dicembre 27, 2005

Ieri, per riposare dalle Feste e per stare un pò tranquilla mezza digiuna, ho affittato 2 film.
Uno era Immortal, un film di fantascienza di Enki Bilal (slavo emigrato in Francia).
La storia non è un gran che, ma il 3D è spettacolare e anche alcune idee sono molto belle.
Mi sono praticamente innamorata della protagonista 

Capelli blu simili a squame di rettile, pelle bianchissima, trucco blu, occhi chiari veramente meravigliosi, corpo agile, snello e con tutte le sue parti a posto Un pò androgina ma molto femminile.

Questo personaggio è veramente affascinante, e insieme a lei, l’idea più carina del film, sfrutta il mistero dell’Antico Egitto e la teoria che questa civiltà abbia avuto contatti con extraterrestri. Può sembrare banale, ma qui gli dei egizi si materializzano e smaterializzano, diventando un misto fra extraterrestri e creatori del genere umano.

Non mi è chiaro il motivo che ha portato Bilal a mischiare in modo un pò confusionario personaggi totalmente in 3D, personaggi parzialmente in 3D e personaggi umani. La differenza fra questi 3 tipi di creature non è affatto chiara. Probabilmente perchè non conosco la storia dalla quale è stato tratto il film, che, se non ho capito male, sono proprio dei fumetti di Bilal.

Ma quando si è davanti a personaggi e ambientazioni così particolari, a volte la trama diventa secondaria, purtroppo.

Se poi sullo schermo c’è una ragazza misteriosa e affascinante, si resta ammaliati da lei e questo basta e avanza 

Peccato perchè poteva essere veramente un bel film.
In ogni caso, lode al cinema francese, che ultimamente ha dato spesso prova di grande valore.


Ecco il brano di oggi tratto da Quando Teresa si Arrabbiò con Dio di Alejandro Jodorowsky:
“Noi suoi discepoli abbiamo fondato la Società dei Fratelli, secondo la quale la libertà non è la ribellione, ma piuttosto la pratica di una fantasia senza limiti all’interno delle restrizioni imposte dal potere.”
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copyright Elsa Dorella
Dicembre 26, 2005

Trovo che le Feste, sotto l’aspetto cibo, siano crudeli. Un imbuto invisibile che ti obbliga a ingoiare tutto e che non accetta rifiuti. Tutti che si offendono se dici di no a un piatto o al panettone. Chili di roba al di sopra della norma riempiono lo stomaco per poi trasformarsi in nausea e in centimetri in più. Dubito che a Capodanno entrerò ancora nel vestito blu da fatina-imperfezionista Da oggi dieta ferrea.
Regali ricevuti:
- Mamma e Papà: sciarpa di cachemire nera, mega candela a forma di rosa, mancia (sempre gradita), cioccolatini
- Bruno e Stefania: lucine a forma di peperoncino e 2 Cd
- Mio nipote: cd di Ennio Morricone
- Fabio: Bottiglia di amaro alle erbe, Portacenere argentato dalla forma originale, dvd di un horror con Bela Lugosi
- Veronica: Una bugia d’argento e sali da bagno
- Cristina e famiglia: Una cornice in ferro battuto molto originale
Devo dire che quest’anno con i regali mi è andata molto bene 

Ecco il brano di oggi tratto da Quando Teresa si Arrabbiò con Dio di Alejandro Jodorowsky:
“…” Non impregnarmi! Un’altra vita è un’altra morte! Non voglio fabbricare cadaveri per l’Assassino!”…”
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copyright Elsa Dorella
Dicembre 23, 2005

amo Betty Boop…
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copyright Elsa Dorella
Questo è il DUECENTESIMO post di questo blog Non può che essere un post speciale quindi.
Prima di tutto, ieri i miei occhi hanno brillato di nuovo. E il mio cuore si è scaldato in barba alle pugnalate del freddo invernale.
Secondo, sempre ieri, con Stefania ho messo in ordine le idee per gli spettacoli delle Imperfezioniste di Capodanno. Prevedo sarà una bella serata. Invito tutti a venire, e ad approfittare del nostro Capodanno Speciale per fare un giro a Parma fra prosciutti e Parmigiano 
31 Dicembre 2005: Capodanno con le Imperfezioniste


Capodanno con Le Imperfezioniste:
Un mondo tutto al femminile che ribalta la concezione e l’ossessiva ricerca della perfezione nella società, nell’arte, nella vita di tutti i giorni.
Ironicamente si beffano della perfezione evidenziando invece la bellezza e talvolta la genialità dell’imperfezione.
Gli show delle Imperfezioniste sono una miscela di clownerie e burlesque, a tratti retrò, irresistibili, divertenti, sexy e originali.
Preparatevi ad entrare nel 2006 con la freschezza e la speciale allegria delle Imperfezioniste.
I brani che accompagneranno le Imperfezioniste sono di Okapi ed Elsa Dorella. Alcuni brani sono appositamente scelti dalle Imperfezioniste.
Durante la serata selezione musicale a cura di I.M.R, dj IVORY featuring AGGA: atmosfere analogiche glitch pop, elettroniche, new sounds, dark, indie rock…
SPERIMENTAZIONI ENOGASTRONOMICHE a cura del QUISIBEVE: vini, formaggi, salumi, dolci, frutta e sorprese.
max posti: 60
costo: euro 70
dalle 01:00 ingresso libero
per info e prenotazioni: VERONIKA MUSIC CLUB,
QUIsIBEVE (borgo cocconi, 3)
@ VERONIKA MUSIC CLUB
p.zza Bruno Mora, 7/a
Ex Salamini
Parma
www.veronika-club.it 
Terzo: sempre ieri sera, piacevole invito ad un augurio fra vicini di casa. Spumante, dolci e panettone per mantenere i buoni rapporti fra vicini Che a Milano, con tutta l’indifferenza, l’individualismo e la maleducazione che c’è, non è poco.

Ecco il brano di oggi tratto da Quando Teresa si Arrabbiò con Dio di Alejandro Jodorowsky:
“… “Prendimi! Tutto! Più dentro! Più dentro ancora! Fino alla profondità infinita! Cerca di succhiarmi lo scheletro!”.
Era il desiderio disperato che a Teresa si aprisse la pelle e che lo potesse coprire con essa come un’ala sciogliendolo nel suo sangue, e poter così percorrerla tutta, senza che nulla gli fosse negato, mentre gli veniva donato anche l’angolo più segreto; non voleva il piacere, voleva che sua moglie esplodesse in migliaia di crepe ardenti, voleva che il godimento che le avrebbe dato le facesse uscire l’anima.”
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copyright Elsa Dorella
Dicembre 22, 2005

Ieri sera ho visto per la prima volta Nebbie e Delitti, la fiction noir di Rai Due con Luca Barbareschi e Natasha Stefanenko.
E’ stata una piacevole sorpresa. Io di solito evito le fiction come la peste, ma devo ammettere che, per essere una fiction italiana, è di tutto rispetto.
Primo: apprezzo molto il fatto che sia girata al nord. Siamo abituati a vedere fiction romane o napoletane, sole mare e mafia, e non se ne può più.
Secondo: apprezzo moltissimo che gli attori abbiano l’accento del luogo. Di solito in tv, si sente solo l’accento romano o comunque del centro-sud e del sud. Ricordo per esempio il film tv che fecero sul sequestro Soffiantini (con Michele Placido): Soffiantini era bresciano, e non solo Michele Placido non aveva l’accento bresciano, ma addirittura, l’attore che interpretava suo figlio, aveva l’accento romano!!!!
Ora, per carità, non vorrei dare l’idea della razzista, perchè non lo sono affatto. Però è giusto che i film siano più verosimili, e che rispecchino le realtà dei luoghi dove vengono ambientati.
Se la famiglia Soffiantini era di Brescia, gli attori che li interpretano devono avere l’accento bresciano. No?
In ogni caso, se proprio non si vuole dare nessun accento, che per lo meno non ci sia davvero nessun accento. E’ assurdo che un bresciano parli con l’accento romano.
Terzo: apprezzo molto anche che vengano usate esclusivamente auto italiane per la realizzazione della fiction.
Quarto: Nebbie e Delitti non ha sfociato, almeno nella puntata di ieri, nelle classiche “tamarraggini” che caratterizzano di solito le fiction italiane. La storia era interessante, non cercano di arrapare con scollature e scosciature della Stefanenko, che fra le donne della tv è infatti fra le più belle, serie, fini e simpatiche. Una delle poche che si salva insomma Gli attori sono abbastanza bravi, compresa la Stefanenko.
Lo stile della fiction è noir, e un noir nostrano di tutto rispetto.
Evviva, finalmente anche in Italia facciamo qualcosa di carino, e non solo stronzate da pulcinella ridicole e per minorati mentali.

Ecco il brano di oggi tratto da Quando Teresa si Arrabbiò con Dio di Alejandro Jodorowsky:
“Un lamento lo fece correre tra le macerie dove scoprì un unomo che aveva una trave piantata nel petto. La sua pelle, sempre più bianca, contrastava col fiume di sangue che scorreva via. Il moribondo teneva stretto il manico di una valigetta di pelle. Con lo sguardo saggio di coloro che stanno per entrare nel regno della morte, gliela offrì mormorando parole che mio nonno non poteva capire ma sentiva… Quell’uomo gli stava dando la cosa più preziosa della sua vita, i suoi utensili da lavoro. Perchè? Negli occhi dell’operaio c’era una preghiera profonda e contemporaneamente la felicità intensa di offrire la propria coscienza alla morte, come un fiore di campo, un sacrificio puro e semplice, eclissi eterna, restituzione del prestito, serpe sulla roccia, uccello nel cielo, nave nel mare, senza lasciare impronta, nulla a cui aggrapparsi, solo un piccolo lascito, a tutti, a qualcuno, i suoi strumenti, più preziosi dell’esistenza, essi,la sua vera individualità… Sapere che mani riverenti come le sue avrebbero continuato a lavorare con quegli angioletti di legno e metallo, sapienti, servizievoli, santi, gli avrebbe permesso di sprofondare nell’abisso in assoluta pace… Alessandro aprì la valigetta, tirò fuori gli utensili, li baciò e se li posò con rispetto sul cuore, mentre il calzolaio moribondo, con un filo di voce, gliene spiegava il nome e la funzione in uno spagnolo tanto colmo d’amore che lo comprese come se fosse russo… Quando vide che mio nonno ricollocava gli attrezzi nella valigetta e ne prendeva possesso, l’uomo emise un lungo sospiro e rese l’anima con un sorriso.”
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copyright Elsa Dorella
Dicembre 21, 2005
Ho appena speso 100 euro in libri per fare alcuni regali, ma come al solito nella cifra ci sono anche dei libri per me. Quando entro in libreria, difficilmente esco a mani vuote.
I libri che ho preso per fare i regali non li posso dire :-), i destinatari potrebbero leggere il blog :-), quelli che ho preso per me invece, sono:
- Superman contro Newton, I supereroi dei fumetti e la loro scienza (vera e falsa) di Lois Gresh e Robert Weinberg (Apogeo)
- Cavie di Chuck Palahniuk
- Black Christmas, Cattivissimi racconti di Natale di Autori Vari (Edizioni Zona). Fra parentesi, I diritti d’autore di questo libro sono devoluti all’Associazione ONLUS.
L’unico motivo per il quale non ho preso quest’ultimo libro anche per regalarlo, è che era l’unica copia che ho trovato.
Peccato che ben 2 librerie non sapessero nemmeno che fosse uscito.
Faccio una critica alle librerie, Feltrinelli compresa. Non solo perchè non avevano questo libro, ma anche perchè mancavano molte cose. Alla Feltrinelli non avevano quasi nulla di Palahniuk, a parte appunto Cavie che è l’ultimo uscito. Non avevano NULLA di Pasolini!!!!!!!!!!!! E non avevano quasi nulla di Jodorowsky, se non Psicomagia e Il tesoro dell’Ombra.
Capisco che sotto Natale è difficile restare equilibrati con i rifornimenti, ma… santo cielo… nemmeno Pasolini…
Più o meno posso dire lo stesso per un altro paio di librerie.
In quella sotto la metro di Lima, avevano quasi tutti i libri di Palahniuk, ma 1 sola copia per titolo, e stranamente non ho visto Cavie. Di Jodorowsky avevano un pò di più, ma tutti libri che già ho letto. Di Pasolini non ho guardato. E Black Christmas chiaramente non lo conoscevano.
Non sono sicura che Black Christmas sia un bel libro, lo saprò dire una volta letto, certo è che pare divertente e spiritoso e che ben si prestava ad essere regalato ai giovani.
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copyright Elsa Dorella
Le parole di Jodorowsky che seguono (come al solito sotto l’immagine della copertina del libro), sono semplici ma così vere…
Esiste anche un altro tempo, quello immutabile. Quello che si fissa negli occhi e nel cuore e resta lì, per sempre. Come lo sguardo di chi ti ama, un bacio, una carezza, un abbraccio. O l’immagine di una persona cara che se ne va. Che non tornerà mai più. Ma che resterà sempre dentro di te, in un tempo fuori dal tempo. Immutabile e indelebile.

Ecco il brano di oggi tratto da Quando Teresa si Arrabbiò con Dio di Alejandro Jodorowsky:
“La sua razza conosceva innumerevoli catastrofi e un istinto secolare lo legava al tempo vero, quello che non si può misurare, in cui vent’anni passano in un’ora e un secondo in mille anni.”
Vicino a casa mia non c’è una libreria (che fa pure rima). Dramma.
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copyright Elsa Dorella
Dicembre 20, 2005

Sono ormai parecchi giorni che stanno facendo i lavori di ristrutturazione all’appartamento sopra il mio (incendiatosi ormai 2 anni fa). Stamattina mi sono svegliata con ben 2 martelli pneumatici nel cervello, e vi assicuro che non è un bel risveglio.
Il suono è assordante e i miei nervi sono a pezzi.
A Pezzi.
E dato che ormai il mio cervello oggi è partito e non so quando tornerà, approfitto dell’associazione mentale con A (ndrea) Pezzi.
Ieri sera ho visto Il Tornasole, la sua nuova trasmissione. L’argomento era: la ricchezza, e quindi, di conseguenza, la povertà.
A. Pezzi mi è sempre piaciuto, anche se a volte la sua scioltezza è un pò irritante Ha sempre fatto programmi particolari e innovativi, e di conseguenza, quale più quale meno, interessanti.
La puntata del Tornasole di ieri, per esempio, era interessante, e devo dire che, nonostante io non abbia una gran simpatia per Morgan, il programma è pensato e strutturato bene. Gli stacchetti musicali sono simpaticamente ricercati per adattarsi a una scenografia barocca molto bella ed elegante, che fa però pensare anche alla frivolezza e all’ironia. Adoro le canzoni antiche dalla vena cabarettistica, e in questo Morgan sta facendo un buon lavoro.
Le discussioni sono a buon livello, e Pezzi non esagera nè con la follia nè con le battute.
Le provocazioni ci sono ma sono finalizzate alla creazione di una discussione articolata fra gli ospiti e il conduttore, quindi non degenera mai nel caos e nella pantomima.
Certo, l’argomento ricchezza è di per sè un pò irritante, soprattutto di questi tempi, però è giusto anche discuterne e riderci sopra, come ad esempio fa Albertino con il suo spassoso Ranzani.
Che dire? Bravo Andrea.

Ecco il brano di oggi tratto da Quando Teresa si Arrabbiò con Dio di Alejandro Jodorowsky:
“Se non fossero esistite le scarpe rosse di Abravanel, sarebbe morto di tristezza. Quelle scarpette inconsumabili, centenarie, che cambiavano misura adattandosi ai suoi piedi di bimbo per poi allungarsi man mano che cresceva, gli provavano che lui era il portatore di un’anima collettiva, che gli era stata data l’occasione di giungere fino alla fine del Tempo, al di là di tutti gli spazi, là dove esiste solo la Verità…”
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copyright Elsa Dorella
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