Agosto 29, 2006

Ieri sera ho visto L’Isola di Kim Ki-Duk, film del 2000.
Più malato di quelli che ho visto fin’ora ma sempre in fondo poetico.
Particolare e insolita l’ambientazione. Queste chiatte sul lago dove passare periodi di riposo, riflessione, vacanza ecc. sono qualcosa di nuovo agli occhi di noi occidentali, e dunque il film crea subito curiosità.
I due protagonisti alla fine sono solo dei disperati dall’enorme bisogno d’amore. Gli ami che usano autolesionisticamente, sono il mezzo di cui si servono per farsi aiutare, per farsi amare, per avere qualcuno che si prenda cura di loro e che dimostri interesse per la loro vita.
Il finale è il sogno infranto dal troppo amore. Da quel bisogno d’amore così forte che porta alla follia.
Veramente profondo.
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copyright Elsa Dorella
Agosto 27, 2006

I fumatori sono oggi banditi da ogni dove.
Eppure è innegabile il fascino che una sigaretta ha sempre saputo dare a divi del cinema e non.
Molto spesso, le foto più belle di un attore sono mentre fuma, e idem vale per le scene dei film.
Oggi invece, soprattutto nei film americani, non si fa che sentire frasi del tipo “Questa roba ti ucciderà”. Eppure, solitamente, il personaggio che fuma è sempre il più figo e il più tosto, e chi lo riprende un idiota.
Per carità… il fumo fa male veramente, non lo metto in dubbio, ma è anche così affascinante!
Un uomo o una donna con la sigaretta hanno quel non so che di misterioso che li fa risaltare dagli altri, anche quando sono soli in un angolo.
Una volta c’era il mito dei solitari in discoteca, per esempio, ovvero quei tipi che si appoggiavano in un angolo a fumare, da soli, puntando sul fascino del solitario, di quello che se ne sta per i cazzi suoi, di quello che osserva, che non ha voglia di ballare, che esprime un pò di timidezza ma soprattutto che dà l’idea del riflessivo.
Oggi il solitario affascinante è scomparso, perchè senza la sigaretta è solo uno sfigato da solo in un angolo.
Che peccato…
Sono d’accordo al divieto di fumo nei ristoranti, ma nei pub, nelle discoteche e ai concerti… secondo me è un vero delitto non poterlo più fare.
In qualche modo bisognerà fare giustizia I miei racconti e le mie foto parlano e parleranno molto delle sigarette, stanne certo ________________
copyright Elsa Dorella
Agosto 26, 2006

Finalmente ho comprato una macchina digitale decente. Anzi, più che decente.
E’ la Fuji E900.

Costava 500 euro e l’ho trovata scontatissima a 300.
Per me si son sbagliati… ma chi se ne frega? Sbagliati o no, io ho fatto comunque un affare 
Ecco un particolare della foto precedente:


(la tazzina è su un ripiano poroso, quindi i puntini che si vedono sullo sfondo grigio sono una caratteristica del tavolo e non la sgranatura o la cattiva qualità della foto).
9 Mega Pixel reali di risoluzione.
Almeno, quando scarico le foto sul computer non resto delusa!
Quelle che hai visto sono alcune foto di prova che ho fatto oggi. Chiaramente a così piccole dimensioni non si rende l’idea, ma la nitidezza e la risoluzione sono veramente ottime.
Finalmente, dopo un periodo di stasi, ricomincerò a fare un pò di foto.

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copyright Elsa Dorella
Agosto 25, 2006

Durante le mie vacanze sotto la pioggia, stufa di stare in casa per il freddo (Liguria, freddo e pioggia… cioccolata calda al 14 di Agosto… mah?) una sera siamo andati al Cinema a vedere Le Colline Hanno gli Occhi (The Hills Have Eyes), remake del film omonimo di Wes Craven del 1977 (se non sbaglio la data). Il film era nato come auto-accusa per i danni provocati dalla bomba atomica di Hiroshima, ipotizzando una sorta di vendetta da parte di chi era nato storpio a causa di alcune gravi esplosioni nucleari (esperimenti ecc). D’altra parte… gli americani son sempre stati dei maestri a fare disastri, guerre e genocidi, e poi chiedere scusa dalle colline di Hollywood.
Devo dire che mi è piaciuto, e che in ogni caso, qualsiasi cosa avessi fatto quella sera, dopo giorni a casa per il maltempo, mi sarebbe sembrata bella Scherzi a parte, viene mantenuto uno stile film fine ‘70, e questo è lodevole al giorno d’oggi.
Tamarrate vere e proprie non ce ne sono. Giusta suspance, non troppo splatter. Direi un buon film.
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copyright Elsa Dorella
Agosto 24, 2006
Può sembrare il titolo di un film anni ‘60, può sembrare il titolo di un libro, ma è solo il titolo del mio post.
Prendere la metropolitana in questi ultimi giorni d’Agosto ha i suoi pro e i suoi contro…
Il pro in realtà è solo 1: è più vivibile perchè meno affollata.
I contro invece non si contano.
Ieri per esempio, davanti a me avevo questa panoramica:
In piedi, attaccata al tubo in alto, c’ero io. Davanti a me una donna indiana che continuava a starnazzare con il marito di fronte a lei (mi sono sempre chiesta perchè si siedano uno di fronte all’altro e urlino come maiali sgozzati invece di sedersi uno a fianco all’altro, potendo così moderare la voce…) e che a un certo punto ha cacciato un rutto di quelli da guinness dei primati. Mioddio…
A fianco a lei c’era questo omino sciatto, veramente triste. Calvo, con un infantile tick alla bocca a causa del quale continuava a portare avanti il labbro inferiore, sembrando così un bambino triste sul punto di scoppiare in un pianto irrefrenabile. Non molto pulito direi, con vestiti sgualciti e sandali con calzino bianco sporco.
A fianco a questo bimbo imbronciato un pò cresciuto, c’era un marocchino. Poverino lui era tranquillo, solo che continuava a fissarmi. E la cosa, dopo un pò, ha cominciato a innervosirmi.
E dulcis in fundo, a fianco al guardone c’era un uomo diafano (ricordava Malcom McLaren) che, oltre a parlare da solo in silenzio, cioè muovendo solo le labbra (il contrario del ventriloquo praticamente), continuava a mettersi le dita nel naso. Beh, incredibile, ma da una narice del sosia di Malcom McLaren, a un certo punto, schizza fuori il dito alla velocità della luce e… finisce nella sua bocca con cappero annesso!!!! Che schifoooooo!!!!!!
Questa è la metropolitana d’agosto. Se continui a credere che sia un film… ti sconsiglio di andarlo a vedere.
Se invece credi che sia un libro… fai tu. A me sembra una figata.
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copyright Elsa Dorella
Agosto 23, 2006
Come dicevo… non mi aspettavo le vacanze bagnate.
Ma siccome il detto bagnata e fortunata varrebbe (e dico varrebbe perchè ho i miei dubbi a riguardo) solo per la sposa… direi che vacanza bagnata è solo vacanza sfigata.
Comunque, come appunto stavo dicendo… lo stavo dicendo? Sì mi pare… Ho letto parecchio. Quasi 5 libri in 2 settimane (prova inconfutabile della mia grande rottura di puntini puntini).
Ignara di ciò che mi attendeva (ovvero la sopra citata maledetta vacanza bagnata) mi sono portata solo 3 dei libri che mi ero programmata di leggere. Ma, dato che ho detto di averne letti quasi 5, è ovvio e non posso nascondere di averne comprato uno. Il quinto l’ho pescato dai libri letti l’anno scorso da Ste e lasciati lì nella libreria della casa al mare.
Ok, mi sono rotta Comincio:
- UNA PICCOLA STORIA IGNOBILE di Alessandro Perissinotto

Mio Commento:
Scorre piacevolmente, nonostante io non ne possa veramente più di leggere di prostitute nei gialli italiani (e non).
Niente di particolarmente entusiasmante, ma una nota di merito per una serie di sfaccettature psicologiche femminili della protagonista, se la guadagna.
- PER SEMPRE GIOVANE di Gianni Biondillo

Mio Commento:
Non ho mai letto (credo) nulla di più patetico, noioso e VECCHIO. Ma non vecchio nel senso che parla di cose vecchie o di tempi passati, no, è che Biondillo scrive veramente come uno che giovane non lo è MAI stato! Il titolo di questo libro è una beffa bella e buona, avrebbe dovuto intitolarlo “Mai stato giovane”, altro che.
E’ vero, come promesso Biondillo non ha creato personaggi che rimpiangono la giovinezza, ha creato dei MOSTRI in confronto ai quali mio nonno sarebbe stato sicuramente più aperto, più giovane e soprattutto meno perbenista.
Mi sono cascate le palle sulle varie frasi “politically correct” (e così correct da essere inverosimili) da film o da “bestseller” americano contro il fumo.
Quelli di Biondillo sono finti alternativi che non si sa bene perchè sono lì e perchè si mettono a suonare. Due palle così tutti quanti con le loro paranoie, davvero da vecchio che cerca di immedesimarsi in giovani coscenziosi… mah? Boh? Che tristezza.
Inoltre, qualcuno dovrebbe spiegargli che all’epoca trattata, quelli che suonavano non ascoltavano nè o solo certa roba da pera nè certa merda. Non sono state citate delle icone della musica che hanno dato grande ispirazione ed erano davvero “venerati” negli anni ‘80, come ad esempio i Joy Division, tanto per citarne una, o gli U2, se si vuole restare sui più noti.
Conclusione, soldi buttati e la certezza che non leggerò mai più niente di Biondillo.
- CITTA’ IN NERO, Nuove storie italiane A.A.V.V.

A parte il primo racconto che… casualmente è di Biondillo, tutti gli altri sono discreti.
Scorre bene e alcuni racconti sono veramente inaspettati. Non male, non male.
- BELLE DA MORIRE di Robert Bloch

Questo è il libro che ho comprato alla bancarella sul lungomare ma è anche il più bello che ho letto in questa vacanza.
La descrizione ufficiale:
Tratte dalle maggiori raccolte di racconti di uno degli indiscussi maestri del brivido, ogni storia ha come centro narrativo una figura femminile. Tra fantascienza, esoterismo, vampirismo, erotismo… il mondo femminile viene indagato quasi come estrema metafora del mistero, naturale serbatoio di sogni e ossessioni, desideri, inibizioni e frustrazioni. Dalla donna-manichino alla donna-vampiro viene scandagliato tutto l’universo dell’immaginario al femminile, una galleria dell’incubo disegnata con la consueta abilità di scrittura che riconosciamo a Robert Bloch.
Mio commento: Meraviglioso.
Il quinto libro non ho finito di leggerlo… ma non l’ho portato a Milano, mi aspetta per la prossima vacanza sfigata ed è:
SANGUE DI YOGURT di Andrea G. Pinketts, tanto simpatico e tanto caro quanto maschilista e alla lunga stucchevole.
Ma intendiamoci… tutto rispetto. I suoi giochi di parole sono sempre grandiosi Me la sono presa però, perchè ha chiamato Elsa proprio l’unico personaggio femminile veramente brutto e sgradevole del libro un’infermiera nana, brutta, antipatica e pure eroinomane! Ma cavoli… che cosa gli avrà fatto mai una certa Elsa per meritarsi tutto ciò?!!! 
P.S.: Lo stai pensando? Lo so che lo stai pensando. Non dire palle. Ma QUELLA Elsa lì non sono io, io sono alta… non bella ma neanche cessa… per le altre due cose no comment… e… ma… a meno che… :-O DUBBIO ATROCE ________________
copyright Elsa Dorella
Agosto 22, 2006

Oggi giornatona, e quindi neanche in questo post riesco a parlare dei libri che ho letto quest’estate.
Domani, promesso! E se non mantengo a te il sacrosanto diritto di darmi della babba sfigata Ma ti stupirò lo stesso infatti, da oggi puoi aggiungere Elsa Blog (cioè il tuo blog preferito in assoluto ) alla tua pagina personale di Yahoo! (My Yahoo), Google, MSN (My MSN), AOL (My AOL) e Bloglines.
Farlo è semplicissimo, basta cliccare sul corrispettivo link dell’ultimo menù di destra (Syndicate), accetta di aggiungere Elsa Blog nella tua pagina e… voilà! Mi avrai con te tutti i giorni! (miii… cheppalle… non ti invidio guarda, neanch’io vorrei stare con me).
Un motivo per aggiungermi? Non ti servirà più la sezione barzellette, e avrai l’esilarante soddisfazione di vedere il mio blog di fianco a Moggi, Prodi, Berlusconi, Saddam, veline, letterine, sminchioline e soprattutto di fianco al meteo e alla calcolatrice (???).
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copyright Elsa Dorella
Agosto 21, 2006
Rieccomi!
Sono tornata ieri sera.
Alla faccia del “grande rientro” e delle code chilometriche previste, la nostra moto ha viaggiato per quasi tutto il tragitto in completa solitudine.
Sai… giusto per rimarcare il fatto che eravamo fra i pochi sfigati a tornare…
A parte questo… come sono state le tue vacanze Elsa? Ti sei divertita?
Auto risposta: “Ma vaffanculo”.
Liguria = pioggia
Ci credi che ha quasi sempre piovuto?
Ma daaai?!!?
Ma sì cazzarola!
Per questo mi faccio domande da sola e mi rispondo come una rincoglionita!
Non ho fatto un cazzo. Quasi sempre in casa. Ergo… ho letto un casino. Ma ovviamente non è una consolazione.
Le uniche vacanze un pò lunghe dell’anno… puf! Bruciate e svanite in centimetri d’acqua piovana. E per bruciare nell’acqua… ce ne vuole eh.
Diciamo che… l’header particolarmente estivo che avevo preparato per questa estate di sole e mare… è lì che mi deride.
Avevo portato solo 3 dei libri che mi ero programmata di leggere, perchè, essendo in moto e facendo due calcoli, mi ero detta “mica sono Wonder Woman, in due settimane non leggerò mai 5 libri. Ne porto 3 va”. Beh… sbagliato. Non avevo previsto 2 settimane di pioggia.
Non solo li ho letti tutti e 3, ma ne ho letto un quarto più 1/4 di un altro.
A domani per i commenti… oggi sono già distrutta per altri motivi:
ho dormito malissimo, le zanzare hanno fatto di me una collezione di bugnoni, mi sono alzata presto per andare in posta e poi al lavoro, mi sono dovuta affrettare a sistemare la questione sito che era stato sospeso per qualche giorno (dimenticata di pagare il rinnovo annuale come una babbiona).
Ma tanto sei in vacanza anche tu… mi sa che se ne saranno accorti in ben pochi.
Ad ogni modo… che io sia babba non è una novità, e di certo non cerco inutilmente di nasconderlo Ok dai, sono una babba sfigata ________________
copyright Elsa Dorella
Agosto 5, 2006
Agosto 4, 2006
…”Iniziammo col constatare che il linguaggio che c’era stato insegnato era veicolo di idee folli. Invece di pensare correttamente, pensavamo in modo contorto. Occorreva restituire ai concetti il loro vero senso. Passammo parecchio tempo a farlo. Ricordo alcuni esempi:
Invece di “mai”: pochissime volte. Invece di “sempre”: sovente. “Infinito”: estensione ignota. “Eternità”: fine impensabile. “Fallire”: cambiare attività. “Mi ha deluso”: l’ho immaginato in modo errato. “Io so”: io credo. “Bello, brutto”: mi piace, non mi piace. “Sei fatto così”: ti percepisco così. “Ciò che è mio”: ciò che ora possiedo. “Morire”: cambiare forma… Poi abbiamo passato in rassegna le definizioni e siamo giunti alla conclusione che era assurdo definire affermando. Invece era giusto definire negando.
“Felicità”: essere ogni giorno meno triste. “Generosità”: essere meno egoista. “Coraggio”: essere meno vigliacco. “Forza”: essere meno debole. E così via.
Siamo giunti alla conclusione che a causa del linguaggio contorto, l’intera società viveva in un mondo pieno di situazioni grottesche. Grottesco, a parte la definizione sul dizionario come ridicolo, stravagante e grossolano, sarebbe anche una non-comunicazione inconsapevole.
Per esempio il papa credeva di essere in comunicazione con un dio in realtà cieco, sordo e muto. Un cittadino, mentre veniva bastonato dai poliziotti credeva che lo stato lo stesse proteggendo. Erano sposati da vent’anni e da vent’anni parlavano, senza accorgersene, linguaggi diversi. Le situazioni grottesche peggiori: credere di conoscersi, credere di sapere tutto su di un argomento, pensare di avere giudicato con assoluta imparzialità, credere di amare ed essere amati per sempre.
In una conversazione la gente pensava una cosa e quando cercava di comunicarla ne diceva un’altra. L’interlocutore ascoltava una cosa ma ne capiva una diversa. E la sua risposta non era rivolta al primo pensiero dell’altro e nemmeno a quello che era stato detto, ma rispondeva a quello che aveva capito.
Insomma: una conversazione fra sordi che non sapevano nemmeno ascoltare se stessi…”.
Alejandro Jodorowsky “La danza della realtà”.
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