Febbraio 28, 2007
Da www.legambiente.it
Trenitalia e Legambiente: viaggiare gratis in vacanza
Grazie a questo accordo, chi decide di soggiornare negli alberghi e nelle strutture ricettive ecologiche selezionate da Legambiente viaggia gratis!
Una settimana di vacanza senza spendere un euro di viaggio. Basta andarci in treno e scegliere una struttura ricettiva (hotel, camping, agriturismo, ostello, residence o B&B) che adotti misure per ridurre il suo impatto ambientale e che Legambiente abbia selezionato con l’etichetta ecologica, l’ecolabel.
L’accordo di Trenitalia e Legambiente Turismo è valido su tutto il territorio nazionale e consentirà di effettuare un soggiorno di almeno una settimana in mezza pensione in una delle strutture associate e di essere direttamente rimborsati dal gestore della struttura del proprio viaggio di andata e ritorno.
L’offerta sarà valida tutti i giorni, senza esclusioni, fino al 30 settembre 2007.
Maggiori informazioni: www.legambienteturismo.it, info@legambienteturismo.it
Febbraio 27, 2007
Su 1/4 DI LIBRO CON FORMAGGIO ti parlo di un libro importante: BOMBE SULLA CITTA’ di Achille Rastelli.
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copyright Elsa Dorella
Febbraio 26, 2007
Sto scrivendo un libro e per fare questo ho bisogno anche di te.
Ho aperto un blog “RICORDI MILANESI per raccogliere le storie realmente accadute a milanesi che hanno voglia di raccontarle.
Il periodo che mi interessa va dai primi del ‘900 alla fine degli anni ‘70, quindi è chiaro che chi racconta sarà nato fra i primi del ‘900 e il 1960 (circa).
Anche i più giovani possono aiutare però, facendosi raccontare episodi di vita dai propri genitori o dai propri nonni e comunicandomeli tramite il blog che ho aperto o via mail a: libro.progetto@gmail.com
Sul blog in questione c’è una spiegazione più dettagliata del progetto.
In caso potresti aiutarmi anche diffondendo il blog RICORDI MILANESI e l’iniziativa ai tuoi amici, tramite il tuo sito o il tuo blog.
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copyright Elsa Dorella
Febbraio 25, 2007

Era da tanto che la volevo e ho approfittato dei saldi per comprarla (costa abbastanza, in saldo l’ho pagata 31 euro…). Parlo di Mukka Express della Bialetti, la fantomatica caffettiera “rivoluzionaria” che dovrebbe fare il cappuccino come al bar.
Già usarla è un po’ un’impresa. La prima volta che la usi, non la conosci e quindi non sai che appena senti lo sbuffino devi spegnere immediatamente il fuoco, oppure tutta la schiuma finirà sui fornelli.
Poi va bè ti dici “adesso che lo so la prossima volta non sbaglio”, ma poi, la prossima volta ti accorgi che manco riesci più a svitare la “Mukka”. Panico. Dopo inutili tentativi (neanche Hulk riuscirebbe a svitarla), vai a leggere le istruzioni, dove fra la risoluzione dei problemi trovi scritto che POTREBBE succedere e che per aprire la caffettiera basta svitare la valvola. Eh va bè, sarà stata una sfiga, pensi.
Riesci finalmente a svitarla e ti dici “Ok, allora magari questa volta la stringo un po’ meno forte”. Idea infelice. Ben presto ti uscirà fuori tutto, ma proprio tutto il caffè dalla “zona avvitamento”.
“Che idiota” ti dici, “forse ho stretto troppo poco” e spegni la fiamma per non far bruciare la “Mukka”. Rinunci al cappuccino e attendi che si raffreddi per riprovare, ma… eccola lì, di nuovo non si apre. Da lì capisci che non era stato un caso la prima volta, e che dovrai sempre svitare la valvola se vuoi aprire la caffettiera, ergo, stringerla poco non serve a niente, ma anzi serve solo a fallire l’operazione.
Ok, hai capito che invece devi avvitare la “Mukka” ben stretta e poi aprirla svitando la valvola. Benissimo. Peccato che, anche quando ti sembra di averla avvitata perfettamente, e anche se hai pulito la caffettiera a meraviglia da tutti i residui di caffè, in realtà non è avvitata bene per un cazzo. Infatti è alquanto difficile avvitarla perfettamente, e non sempre ti accorgi che non è ben avvitata. Risultato: non ti uscirà tutto il caffè come l’altra volta ma quasi, e poi pulire il fornello saranno cavolacci tuoi.
Insomma… fare ’sto benedetto cappuccino non è facile, e con tutte le peripezie che bisogna fare, quando lo assaggi ti viene proprio da esclamare “Ma vaffanculo”. Non che sia cattivo eh, è abbastanza buono, però con tutti i trambusti che bisogna fare… come minimo vuoi un cappuccino che sia veramente come quello del bar. Così non è ma ci si accontenta. Solo dopo 5 o 6 tentativi andati un po’ così si prende la mano e il cappuccino comincia ad assomigliare a quello del bar.
Morale: tutti la vogliono, non ti dispiace averla, ma la Mukka rompe un po’ i koglioni ed è decisamente troppo cara per quello che poi in realtà è.
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copyright Elsa Dorella
Febbraio 24, 2007

La strega di Biancaneve esiste e ci avvelena tutti i giorni.
Chi è? Tutti e nessuno: la terra, l’aria, gli agricoltori, noi stessi eccetera eccetera.
Ho visionato diverse analisi fatte da Legambiente, da associazioni private e da organi competenti Nazionali, e ne scaturisce, in poche parole questo:
L’aria è inquinata/avvelenata? Sì
La terra è inquinata/avvelenata? Sì
L’acqua è inquinata/avvelenata? Sì
E allora come possiamo pretendere che frutta e verdura, che nascono, si nutrono e crescono in quest’ambiente, possano essere privi di veleni?
Infatti le analisi non hanno risparmiato nemmeno frutta e verdura da agricolture biologiche. Questo perchè, se anche non si utilizzano i pesticidi più dannosi per l’essere umano, il problema sta già a monte, ovvero alla terra.
E così, spesso non c’è differenza fra la quantità e la tipologia di veleni chimici presenti in vegetali di agricolture biologiche e non.
Rassegnamoci, ogni giorno assumiamo quantità di veleni, come arsenico e piombo, in “quantità industriali” (è un modo di dire ovviamente, ma rende l’idea).
Non c’è modo di evitarlo, si può solo fare del nostro meglio per diminuire i danni.
Quello che possiamo e dobbiamo fare è:
1) Sbucciare sempre la frutta. Dimentichiamoci di mangiare una bella mela con la buccia, perchè è proprio nelle bucce dei frutti che si trova la più alta concentrazione di veleni. E purtroppo lavare la buccia serve davvero a poco, perchè le sostanze dannose penetrano a fondo e spesso raggiungono addirittura il frutto stesso (l’interno).
2) Lavare tutti i vegetali (frutta e verdura) con disinfettanti per alimenti, quali ad esempio l’Amuchina e sfregare bene le superfici.
Non possiamo fare nulla di più. Al limite si può tenere presente la lista dei cibi più soggetti alla contaminazione stilata dall’EWG (Environmental Working Group), ma la verità è che, purtroppo, tutto questo sfugge al nostro controllo, e anche i più attenti non potranno evitare di avvelenarsi.
Ovviamente anche gli animali di allevamento si cibano di prodotti della terra, e quelli di mare e di fiume vivono e si cibano in acque contaminate… quindi non pensiamo di “salvarci” eliminando i vegetali dalla nostra alimentazione (che già di per sè non è una buona idea), anche carne, pesce e derivati animali (latte, formaggio, uova) non sono esentati 
Idem per bevande (succhi di frutta, thè, caffè ecc.) e… sì, purtroppo anche lui, il vino.
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copyright Elsa Dorella
Febbraio 23, 2007
Essendo vegetariana, compro spesso alimenti a base di soia, così, dato che quelli più facilmente reperibili sono della Valsoia (compro più spesso marche bio però, che a mio avviso sono più buone), sono andata a fare una ricerca. Infatti ero convinta che la Valsoia utilizzasse soia OGM, più che altro per la sua grossa produzione e distribuzione e per l’aspetto un po’ “finto” e gommoso dei suoi prodotti.
Invece no. Valsoia è pulita (almeno dagli OGM) così come tante altre marche.
Riporto l’elenco che ho trovato, ma bisogna SEMPRE ricordare che quest’elenco riguarda solo gli OGM, non eventuali sostanze dannose presenti nei cibi. Come avevo già detto infatti, sul Blog di Beppe Grillo tempo fa c’era un elenco inquietante di prodotti contaminati da sostanze tossiche e cancerogene, fra i quali molti del Mulino Bianco che invece in questa lista campeggia innocente.
Detto ciò, ecco l’elenco delle aziende alimentari e delle catene di distribuzione che si sono impegnate a non commercializzare in Italia prodotti derivati da O.G.M. (gli Organismi Geneticamente Modificati).
La “Lista della buona spesa” è stata stilata da LEGAMBIENTE.
PRODOTTI ALIMENTARI:
BEVANDE:Biosanafrutta; Enervit; Estathé; Fattoria Scaldasole; I Frutti G.
BIRRA: Agroalimentare sud; Carlsberg; Castello di Udine; Heineken; Menabrea; Peroni, Birra Forst.
BISCOTTI E MERENDINE: Buitoni; Galbusera; Kellog’s; Kinder; Lazzaroni; Loacker; Mulino Bianco; Nestlè (la Nestlè solo di recente ha detto d’impegnarsi in questo senso, quindi in commercio potrebbero ancora trovarsi prodotti di questa marca contenenti ancora O.G.M.); Nuova forneria; Pandea; Valsoia.
CAFFE’:Hag; Splendid.
CONDIMENTI: Barilla; Buitoni; Cirio; De Rica; Hellmann’s; Knorr; Kraft; Sasso.
CONTORNI: Cirio; De Rica; Pfanni.
DOLCI: Cote D’or; Danone; Fattoria Scaldasole; Milka; Motta; Nestlè (vedi sopra); Ferrero; Perugina; Santa Rosa.
FORMAGGI: Fattoria Scaldasole; Grana Padano; Invernizzi; Kraft; Osella.
GELATI: Algida;Gelateria Ghisolfi; Sorbetteria Ranieri; Valsoia.
OLIO E ACETO: Cirio; Cuore; Monini; Sasso; Topazio; Valsoia.
PASTA: Barilla; Buitoni; Cirio; Fini; Paf.
PESCE IN SCATOLA: Carlos primero; Rio Mare.
SALUMI E CARNI: Aia; Casa Modena; Citterio; Fini; G. Bellentani 1821; G. Pozzoli 1875; Leoncini prosciutti; Levoni; Manzotin; Negroni; Pandino wurstel; Simmenthal; Unibon; Valsoia.
SURGELATI: Buitoni; Findus; Orogel; Valsoia.
YOGURT: Danone; Fattoria Scaldasole; Valsoia.
ZUPPE E PRIMI PIATTI: Buitoni; Cirio; Knorr.
ALIMENTAZIONE PER L’INFANZIA
Dieterba; Gerber; Nipiol; Plasmon.
CATENE DISTRIBUTIVE
Coop; Esselunga; IL Gigante.
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copyright Elsa Dorella
Febbraio 22, 2007

Il Mortadella si è insaccato.
Mamma mia… ma dove andremo a finire?
Ormai c’era da aspettarselo eh, però… che depressione… e CHE VERGOGNA…
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copyright Elsa Dorella
Febbraio 21, 2007

Per fortuna sono andata ieri sera al cinema a vedere Inland Empire, perchè con il mio orecchio bionico ho sentito la cassiera dire che il film sarebbe rimasto in sala sicuramente fino a Giovedì ma che poi non sapeva.
Pazzesco… questo film è in un solo cinema a Milano e resta pure così poco. Ma va bè, ne abbiamo già parlato e ormai lo sappiamo che è così con film di un certo spessore.
Ecco… spessore è una parola adeguata, perchè Inland Empire è un film davvero spesso.
Difficile reggere 3 ore di deliri, soprattutto a causa dei tempi dilatati, oltre che per la durata totale.
In questo film l’iconografia lynchana cambia, personaggi non particolarmente enigmatici ed estrosi come suo solito, ma ciò di cui si sente più la mancanza è il rock’n'roll. Personaggi molto poco rock’n'roll e poca, pochissima musica rispetto ai film precedenti.
Come al solito la trama è mischiata come un mazzo di carte, cosa c’è prima? Cosa avviene dopo? Chi è chi e cos’è cosa?
Ma chi è abituato agli “scherzetti” di David Lynch ormai sa già come guardare il film, come capirlo e come interpretarlo.
Lynch è sempre il solito geniaccio, un uomo che sogna decisamente molto e che ha fatto del sogno il suo mondo.
Senza svelare nulla che possa rovinare la festa a chi ancora deve vederlo, il succo è questo:
Il film è talmente reale che si confonde con la vita. Film, vita, vita, film. Film nel film, vita nella vita, film nella vita, vita nel film.
Il mondo “fuori” ti cambia. Se esci da quella porta non sarà mai più come prima. Il male seguirà il bambino e la bambina si perderà (nella via dietro al mercato…). Il domani comincia oggi.
Quello che una donna sogna da adolescente con le amiche, sembrerà avverarsi. L’uomo giusto, l’uomo per la vita, tuo marito. Ma nulla è mai come ce lo si aspetta.
Questa non è solo la storia della protagonista, è la storia di tante donne, tantissime, e forse anche la tua. La guardi al cinema, sul grande schermo, o in TV. E lei guarda te.
Gelosia, gelosia pericolosa e assassina. Questo è ciò che l’uomo “dei tuoi sogni” ha saputo darti, solo questo ormai.
Amare… amare chi? Qual’è l’amore? E’ nell’altro la salvezza? E’ nell’altro l’amore? E’ con lui la felicità? NO. L’amore vero non ha mai speranza. Ma esiste poi? L’uomo sa davvero amare? Ti ama come lo ami tu? Mogli, mariti e doveri sono al di sopra di tutto, persino dell’amore. E non è solo paura e terrore per reazioni e conseguenze… è proprio che alla fine non riusciamo a uscire dalle nostre vite e dal nostro rapporto. Tentiamo di uscire (o di entrare in un’altra stanza…) ma dopo poco ci ritroviamo ancora lì, al punto di partenza.
Sembra un incubo? Forse, ma forse inconsciamente siamo noi che vogliamo così. Come in un sogno guidiamo inconsapevolmente la nostra vita credendo che ci capiti, che ci venga addosso, mentre siamo noi a crearla. Noi donne ci intrappoliamo da sole.
E dunque, ricca o povera, attrice o baldracca, fine o sboccata come uno scaricatore di porto, quella donna avrà sempre l’uomo che “si merita”, l’uomo che LEI ha scelto, sempre lo stesso pezzo di merda.
Le amiche ti aiutano a ridere, le conosci da una vita, anche quelle che hai appena conosciuto. Poi però, nel momento più difficile, quello cruciale, quello che porta alla follia e alla morte… si dileguano lasciandoti sola come un cane.
Sembra impossibile che quell’uomo possa amare e rendere felice un’altra donna, e invece sì. E’ a un’altra che spetta la felicità. Quella che avrebbe dovuto essere la tua vita diventa la sua. Ma tu no. Tu non sarai mai felice. A meno che…
E potrei continuare, d’altra parte sono 3 ore di messaggi. E poi si sa che come un quadro atratto ognuno lo interpreta un po’ a modo suo, o addirittura si possono trovare più interpretazioni e significati. Però tanto devi andarlo a vedere no? Quindi il resto poi lo “sentirai” tu.
E’ una botta di 3 ore ma ne vale la pena. Ma se già i film precedenti non ti sono piaciuti gran che, o se non hai mai visto un film di David Lynch… te lo sconsiglio.
Io sinceramente ho preferito altri suoi film, ma anche qui c’è il suo genio, anche qui la sua bravura di regista, anche qui la sua enigmaticità… e non potevo mancare all’appuntamento.
In conclusione: Bello… ma che fatica! 
Mi ha fatto piacere però che durante il film, in sala nessuno abbia dato segno di noia o di disappunto. Anzi, quando è finito sentivo tutti super esaltati Per fortuna pochi ma buoni 
Furbo però David, sa che i suoi fans amano rivedere i suoi film decine e decine di volte per scoprirne i segreti e i messaggi. Con questo i suoi fans sono a posto almeno per i prossimi 5 anni 
Oh comunque… questa era la mia interpretazione (o almeno quella che ho sentito più forte), io il film l’ho sentito così. Quello che è rimasto dal primo impatto. Poi… ognuno guarda coi propri occhi e sente col proprio cuore.
Da buona fan di Lynch… dovrò rivederlo almeno 10 volte per carpire altri messaggi e completare o ampliare l’interpretazione 
Peccato che non mi sarà dato di rivederlo al cinema. A meno che non ci ritorni oggi o domani… ma fisicamente non ce la farei… quelle 3 ore lì si smaltiscono in 1 mese. Ancora sono stordita… vedi te.
P.S.: Bellissima la famiglia di conigli stile sit-com
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copyright Elsa Dorella
Febbraio 20, 2007
Aggiornata la sezione foto di Milano del mio spazio su Flickr
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copyright Elsa Dorella

Questa sera a Mezzanotte, Bruno Dorella dei Ronin (aka mio fratello ) a BrendNew su MTV. Intervista + unica occasione per vedere sulla rete TV il videoclip di “Il Galeone”!!!
Se qualcuno videoregistra mi fa sapere? Gracias!
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